Associazione Italiana Fotografia Sociale


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PROGETTO CASA LULU'


In questi anni  all’interno della  Fondazione Don Gnocchi, si è operato al fine di migliorare la qualità della vita degli utenti disabili e renderla più dignitosa. Si è dato molto spazio al lavoro con le famiglie, ci si è attivati per promuovere una cultura che favorisse il distacco dei figli disabili adulti dai genitori, proponendo loro uno stile  educativo mirato al riconoscimento della dignità di adulto del proprio figlio, portandoli a riflettere sul tema del dopo di noi.
Le esperienze attuate sono state molto positive sia per i figli sia per le famiglie.
In questi anni, i genitori  si sono soffermati a riflettere sul futuro dei propri figli  e hanno compreso:
- che è importante pensare al “dopo”, prima che si manifesti una situazione di emergenza,
- che i figli riescono a inserirsi e vivere serenamente anche in contesti diversi dalla famiglia.
In questo momento storico in cui la famiglia  è chiamata  ad essere protagonista nella proposta e a promuoversi come risorsa e  collaborare con le istituzioni, un gruppo di famiglie della Fondazione Don Gnocchi ha raccolto questa “sfida” e si è attivata  per portare avanti un progetto di residenzialità per i propri figli, pensando di dar vita a una “casa famiglia”.
L’idea della “casa famiglia”  è nata  da una coppia di genitori che reputano importante pensare al futuro della propria figlia disabile.
Questa coppia  ha messo a disposizione il suo appartamento e insieme  ad altre due famiglie, si è attivata e ha pensato di offrire alle proprie figlie la possibilità di vivere un’esperienza completamente al di fuori della famiglia con altre compagne, reputando importante pensare al futuro dei figli non in una situazione d’emergenza ma in  una situazione dove loro come genitori possono, insieme ai figli  e già nel “durante noi”, definire quale potrà essere il loro futuro.
Le famiglie desiderano offrire  ai loro figli un percorso di vita normale, la possibilità di vivere in una casa dove si svolgono le azioni di vita quotidiana ad esempio:  spesa, riordino degli ambienti, preparazione pasti, uscite, momento di svago e tempo libero.
Questo progetto è un esempio di alleanza tra famigliari e istituzioni e si presta ad essere replicato: i genitori hanno messo a disposizione le loro risorse, in questo caso un appartamento e hanno chiesto la collaborazione della Fondazione per avviare e monitorare il progetto.
Con grande soddisfazione delle famiglie e dopo vari lavori di ristrutturazione della casa che ha visto coinvolte anche le tre ragazze che attualmente abitano in appartamento, il progetto è partito nel mese di Aprile.
Le ragazze vivono con due operatrici che le accompagnano nella quotidianità, e insieme a loro vive anche un bimbo che è il figlio di una delle operatrici e un cane che è molto gradito dalle “fanciulle” .
In questi mesi le ragazze hanno avuto la possibilità di conoscersi, fare tante cose insieme, quando si entra in casa si respira un’aria serena e le ragazze sono molto ospitali e accoglienti.
Le famiglie, si sono date e si danno molto da fare per permettere ai loro figli di vivere serenamente questa nuova e bella esperienza.
“Un grazie ai genitori per la bella opportunità che stanno offrendo ai loro figli e un augurio alle ragazze per un futuro sereno e pieno di gioia”
Annamaria D'Angelo

Un modo di pensare
Il progetto e la realtà che abbiamo costruito nasce da un modo di pensare.
Pensare a Luisella, sia io che la mia famiglia, nonni compresi, ad una figlia alla quale bisogna dare tutto quello che i genitori danno ai figli.
Nel corso degli anni, sempre ci siamo rivolti a lei come ad una bambina senza problemi, parlandole normalmente e pensandola normalmente.
E così abbiamo sempre scelto per lei tutto quanto ci sembrava fosse importante, scelte difficili anche, operazioni impegnative, e momenti piacevoli insieme, i viaggi e le vacanze.
Tanti anni, nostri e dei nonni, dedicati a Luisella.
E' sempre da questo modo di pensare che è nato il progetto.
In fondo abbiamo semplicemente pensato di dare una casa "nuova" e una vita "nuova" insieme alle sue amiche e nella sua "nuova" famiglia, senza mai considerarla altro che una ragazza normale con delle esigenze in più.
Le vogliamo tanto bene da volerla staccare, anche psicologicamente, da noi nel modo più normale possibile, permettendole di vivere con entusiasmo e autonomia questa parte importante della sua vita.
Magda

Sono la mamma di Luisella.
Vi ricordate quando nel 2008 vi fermavo distribuendo un volantino con il quale vi illustravo l'idea di pensare il futuro dei nostri ragazzi simile al nostro?
Noi che andiamo al lavoro tutte le mattine e rientriamo nelle nostre case alla sera.
Perché non sarebbe dovuto essere così anche per loro?
Questa iniziativa è nata dalla volontà di alcune famiglie di dare alle loro figlie un futuro sereno ed uguale a quello di tutti, nel quale vivere realtà lavorative e sociali  durante la giornata e ritrovare la sera il calore della famiglia e della casa.
La realizzazione di questo progetto ha visto un'intensa collaborazione tra le famiglie e la Fondazione Don Gnocchi.
Poi, grazie all'aiuto del Comune di Milano, che ha riconosciuto un contributo economico alle ragazze, questo "sogno" è diventato una viva realtà.
Com'è fatta questa meravigliosa famiglia?
Tre ragazze che già si conoscevano al Centro: Luisella, Nadia e Roberta.
Un'assistente, Caterina, che conosce Luisella da qualche anno, e che vive stabilmente in famiglia insieme al suo bimbo Diego di 7 anni.
Un'amica, Paola, che è diventata assistente, insieme al suo labrador Luna.
In questa casa degli affetti tutti i giorni entrano, naturalmente, anche i genitori, con la presenza discreta e continua con cui si entra nella casa di una figlia.
Chi è ospite della famiglia è trascinato nelle attività, nei discorsi, nell'allegria alla quale contribuiscono Luna e Camillo, il bassotto.
La spesa insieme, l'idromassaggio, la preparazione della cena, i giochi, il computer, la cura dei fiori riempiono la giornata, e la sera, d'estate, la cena sul terrazzo.
Al mattino, dopo aver "riordinato" se stessi e la casa, ci si avvia con tranquillità verso la Fondazione, qualche minuto e si è già davanti alle macchinette del caffè per la ... seconda colazione.

Foto di Giuseppe Vitale - Work in progress...




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